GnomixLand

Office 2008: Gates e Mac nozze d'argento

News dal web / Le ultime novità del software
Inviato da [Gnomix] 16 Gen 2008 - 10:02

Non sono in molti a saperlo, ma Word è stata un delle prime applicazioni "serie" per il mondo Mac. Word 1.0 è infatti del gennaio 1985, quattro anni buoni prima che uscisse la versione per Windows. Ma era il tempo in cui Bill Gates sperava (almeno questo racconta l'aneddotica) in un'alleanza con Steve Jobs. Alleanza, che come sappiamo, non solo non si fece ma si trasformò in una competizione a tratti feroce tra Microsoft e Apple. Sul piano dei numeri vinse senz'altro Gates. Su quello della capacità di innovare e creare attenzione ha vinto di sicuro Apple.

L'arrivo di Office 2008 per Mac (presentato il 15 gennaio alla MacWorld Expo di San Francisco, in Italia in versione italiana dal 7 febbraio) non è dunque una sorpresa per i macintoshisti, anche perché mette fine ad un'attesa durata quasi quattro anni. Tanti ne sono passati dall'uscita della versione precedente (la 2004, com'è facile intuire) durante i quali nel mondo della Mela sono successe un bel po' di cose. Intanto Apple Computers non esiste più: adesso è solo Apple, a significare un cambio epocale nel suo core business, che si è ri-orientato verso l'elettronica di consumo senza abbandonare però il Macintosh. Poi, due anni fa esatti, è arrivata Intel un tempo arci-alleata di Microsoft e anche questo è stato un bel salto. E due mesi fa è sbarcato Leopard, la nuova versione del sistema operativo che gira sui computer Mac. Un altro bel grattacapo per gli sviluppatori software.

Insomma, di ragioni per spiegare questi quattro anni di attesa ce ne sono molte, a cominciare dal fatto che Office 2008 per Mac è stato quasi completamente riscritto. Oggi è un'applicazione "universale", cioè in grado di girare nativamente sui computer Mac con processore Intel. Il che significa prestazioni migliori, maggiore velocità di esecuzione, probabilmente minori conflitti con gli altri programmi.

Portare un programma costituito da milioni e milioni di righe di codice (il solo Word in origine era fatto da "appena" 27mila righe di codice, oggi siamo oltre i due milioni) da un processore ad un altro non è lavoro per dilettanti. Adobe (quelli che fanno Photoshop e compagnia) ha impiegato oltre un anno per rilasciare una versione Intel dei suoi software, nonostante il Mac per loro rappresenti una quota di fatturato infinitamente più grande di quella che Office per Mac costituisca per Microsoft.

Il nuovo Office inoltre incorpora alcune delle innovazioni già realizzate per Office 2007 per Windows, in particolare il formato dei documenti che è oggi standardizzato su Open XML. Se usate Word vi accorgerete immediatamente che state usando Open XML perché la familiare estensione ".doc" è sostituita da una più arcana ".docx" (anzi: se ne sta accorgendo anche il correttore ortografico dell'Office 2008 che sto usando per scrivere questo pezzo: la nuova estensione ".docx" è sottolineata in rosso segno che per Word si tratta un errore. Bisognerà avvertire Microsoft di aggiornare i dizionari).

Il cambio di formato porterà alcuni benefici (i documenti creati sono meno "pesanti" in termini di bytes occupati, sono adesso compatibili con quelli creati da Office 2007 per Windows, inoltre Open XML è uno standard relativamente aperto e dunque faciliterà l'integrazione con altri software), ma all'inizio anche qualche problemino soprattutto se i vostri corrispondenti continuano a usare versioni più vecchie di Office. Se volete evitare che non riescano ad aprire i documenti che gli mandate, continuate a salvarli come ".doc". Comunque Microsoft mette a disposizione un convertitore, attualmente ancora in versione non definitiva, che può essere scaricato gratuitamente dal sito Microsoft.

Dal punto di vista dell'esperienza dell'utilizzatore, Microsoft Office 2008 è ottimamente integrato con Leopard come interfaccia utente ed è evidente la grande quantità di lavoro fatta dalla MBU (la Mac Business Unit di Microsoft) nello sviluppare la nuova versione. La leggibilità complessiva è molto migliorata, l'interfaccia è meno densa di elementi (anche se non sono spariti, sono solo nascosti: se uno vuole li può fare riapparire) e la grafica rimanda al minimalismo di Leopard.

Un elemento nuovo, preso a prestito dai browser per Internet, sono i "tag", le etichette. Stanno in alto della finestra di Word e si possono attivare e disattivare con un click per avere a disposizione varie opzioni di scelta per template di documenti, grafici, tabelle e quant'altro.

Nuova, e interessante, anche la possibilità di salvare direttamente i documenti di Word 2008 (definito anche "Word versione 12.0.0" da Microsoft) in formato Pdf. Una opzione utile soprattutto se pensate di usare la nuova versione di questa applicazione di trattamento testi per produrre qualcosa di più complesso di una lettera o di una breve relazione sfruttando le migliori funzionalità grafiche che sono state incorporate nell'edizione 2008.


Migliori funzionalità che si ritrovano anche in Powerpoint 2008 per Mac. Fino a pochi anni fa le presentazioni al computer erano considerate cose da "americani" anche tra molti professionisti. Oggi le preparano i ragazzini delle medie, facendo certamente guadagnare in efficacia e qualità le illustrazioni delle loro ricerche. Le presentazioni sono un grande strumento di democrazia in quanto riducono la distanza tra gli oratori efficaci e magnetici e quelli (i più, a dire il vero) che stentano a tenere sveglio l'auditorio. Il nuovo Powerpoint per Mac, oltre ad avere una libreria di template e immagini più ampia del precedente, ha due funzionalità molto interessanti, esclusive per il Mac. La prima è quella di poter salvare la presentazione come immagine su un iPod, rendendola così immediatamente non solo portatile ma addirittura tascabile. La seconda è che si può usare il telecomando dei nuovi Mac (quello che serve a controllare FrontRow) per "guidare" lo scorrimento delle diapositive powerpoint.

Bella anche l'interfaccia di Entourage, il client di posta e di gestione dei calendari e dei contatti che ha sostituito Outlook Express sul Mac. Non moltissime le novità, soprattutto per l'utente singolo. Per l'utente aziendale sono migliorate le capacità di integrazione con Exchange e dunque la compatibilità in gruppi di lavoro misti Mac/Windows. Secondo Microsoft anche le funzioni di ricerca all'interno del database della posta ricevuta (sempre state un punto debole del programma) sono migliorate grazie all'adozione della tecnologia Spotlight di Mac. In realtà un paio di prove che ho fatto hanno dato esiti incerti. Ed Entourage, delle tre applicazioni incluse in Office 2008, è l'unica che durante la prova ha mostrato qua e là qualche piccolo problema. Ma il software che ho provato era una versione beta (cioè non ancora definitiva): è probabile che nella edizione definitiva siano stati risolti.

Insomma, dopo quasi 25 anni Microsoft Office per Mac resta ancora fedele al computer della Mela. Solo nel 2001, per gli utenti italiani, ci fu un abbandono: la versione X, destinata al Mac OS X, non venne localizzata (orribile termine computerese per dire "tradotta") nella nostra lingua. «Troppi pirati», fu detto. Ma già con Office 2004 tornò la localizzazione italica.
D'altronde alternative serie a Office non ce ne sono sul Mac. Ci sarebbe iWork della Apple, ma è come parlare di una Cinquecento a confronto con una Jaguar alto di gamma. Oppure OpenOffice, la suite open source nata da una costola di Sun (l'arcirivale di Microsoft a cui dobbiamo anche Java). Ma la versione per Mac praticamente ancora non esiste: quella disponibile gira in emulazione di Unix e la versione "nativa" per Mac OS X è ancora considerata "alpha", cioè una pre, pre, pre release assolutamente non adatta a utilizzatori casuali.

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=72068

Questo articolo è stato inviato da GnomixLand
  http://gnomixland.com/

La URL di questo articolo è:
  http://gnomixland.com/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=8942