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Mercoledì, 16 Gennaio 2008 - 17:45 - 2249 Letture
Tutto ciò che riguardail mondo di Internet «Gratta e vinci», o meglio «Gratta e paghi». E’ in funzione dal 2 gennaio a Milano l’Ecopass, quel sistema che a suon di telecamere e computer regola l’ingresso degli autoveicoli nella Cerchia dei Bastioni, cioè nel cuore della capitale lombarda. Il principio alla base del provvedimento, varato tra polemiche, dubbi e ironie, è in realtà assai semplice, come sappiamo: più inquini e più paghi.

Niente male, in sè e per sè, nel senso che l’ingresso in centro costa in ragione della classe ecologica di appartenenza della vettura, dalla vituperata Euro 0 (cioè senza lo straccio di un catalizzatore) in sù. Con l’eccezione dei veicoli a Gpl, a metano, elettrici e ibridi, a benzina Euro 3-4-5 e Diesel Euro 4. Gratis pure motorini, scooter e moto.

L’idea di un ticket del genere non è una scoperta della sindachessa Moratti, visto che analoghi sistemi sono già praticati in numerose città (ad esempio, Singapore, Oslo, Stoccolma, Londra e Toronto). Resta il dubbio se si tratti del solito provvedimento all’italiana, ovvero di un modo per salvarsi la faccia di fronte a una situazione generale seria, di un trucco per fare cassa e rimpinguare i bilanci comunali di Milano (ma il discorso sarebbe valido per tutte le amministrazioni), di una misura per ridurre indirettamente il traffico. Forse, un cocktail di tutto ciò. Secondo noi, l’inquinamento diminuirà in maniera marginale (vedremo i dati a suo tempo) perchè il problema, come molte indagini scientifiche hanno dimostrato, non dipende solo dal traffico (in ballo soprattutto impianti industriali, riscaldamento delle case). Ma, in ogni caso, meglio poco che niente. Piuttosto, in tale ottica non troviamo logico lasciare assoluta via libera alle «due ruote», perchè alcuni mezzi di vecchia data sono appestanti in maniera consistente.

Restano alcune piccole riflessioni. L’Ecopass è un ulteriore gravame per chi sposta in auto in un momento in cui il costo della vita sale e, in particolare, si è tartassati nel settore della mobilità dall’aumento forsennato del prezzo dei carburanti e dei pedaggi, per citare due voci; chi usa la macchina è spesso costretto a farlo per le carenze dei trasporti pubblici; se la maggioranza si affidasse agli stessi, oggi come oggi assisteremmo a un gigantesco tilt perchè il sistema non potrebbe reggere.

Note: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/motori/grubrica.asp?ID_blog=57 &ID_articolo=420& ID_sezione=254&sezione=Giri%20di%20volante
 
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